Text analysis

Considering that words change the way of seeing reality because they configure the dialogical identity, the purpose of this article is to provide a way of analysing words. Will be given clear guidelines to classify any sentences/conversation into the appropriate repertoire and understand how much it influences the narration.

The text analysis begins with the separation of the text in smaller units depending on the argumentative junctions (Tuchi, 2009).

Ex: If we have to analyse the sentence "I feel cold, maybe I've a fever", we will separate "I feel cold" and "Maybe I've a fever" because the first is a statement of how the person feels and the second a supposition about the causes of the sickness.

When the separation is done, the analysis continues with the denomination of the dialogic repertoires. In the studies of Turchi (2007;2009; 2009; 2016; 2016) had been classified all the texts available in order to classify every way of talking in a dialogic repertoire. The classification goes beyond the belonging to what societies call languages (Garcia & Wei, 2014) and groups ways of talking depending on processual properties of the repertoires. The processual properties are all the characteristics that a repertoire has and they express how to recognize it and which is its impact on the narration. Dialogic repertoires with a similar impact on the narration belong to the same class of repertoires. The three classes of repertoires with the respective processual properties are the following and they're accompanied by useful questions to recognize them.

  • Shareability: the statement is recognized in the same way from all the interlocutors, because it is objective and not personal (Is this statement validated by some proof that everyone can recognize?);
  • Variability: the narration allows to make new narrations  in further conversations (Can someone say anything different starting from this statement?)
Ex: "the bottle fell off the table"
- Shareability: everyone saw the bottle falling off
- Variability: from the statement a person can respond in many different ways "Pick it up...if no one picks it up, someone could trip over the bottle"
Maintainance repertoires: 
  • Non-shareability: the statement is based on personal beliefs and cannot be shared between the interlocutors (Is this statement valid just for the speaker because is based on personal beliefs?)
  • Evenness: the narration doesn't allow new narration, but further conversations will be done by the same repertoires  (Will the following narrations be the same as the first ones?);
Ex: "The bottle is too round"
- Non-shareability: there is no common parameter of "too or less round"
- Evenness: from the statement, other persons can just remark what has already been said ot the way it has been said "you're right...I don't think so, it's not too round"
Hybrid repertoires
  • Neutrality: the statement could be based both on personal or shared concepts and could both allow or not new narrations (does this statement have uncertain bases and implications?)
  • Dependence: if accompanied by another class of repertoires, the statement takes the generative or maintenance properties (does it get the generative or maintenance implications just because it goes with other repertoires?)
Ex: "The bottle is more round than the glass"
- Neutrality: the comparison could be accompanied by a scientific measurement and so be generative, but also by personal opinions and be maintaining the narration. From this could be both made or not new narration;
- Dependence: to take a position it should be accompanied by another statement.
To express the degree of maintenance or generativity had been calculated the dialogic weight. It is a number that goes between - 1 (maximum of maintenance) and 1 (maximum of generativity) and every repertoire has its own. It is helpful to understand the effort to do to move the narration from a maintenance repertoire to a generative repertoire: if the weight is more close to 0 then to -1, the operation will be easier.
The dialogic weight of each repertoire and the way to recognize each repertoire will be explained in a new section about dialogic repertoires. This will give concrete tools to every educator and person to understand and start using the best ways to talk and communicate.
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Analisi del testo

Considerando che le parole cambiano il modo di vedere la realtà perché configurano l'identità dialogica, lo scopo di questo articolo è quello di fornire un modo di analizzare le parole. Verranno date chiare linee guida per classificare qualsiasi frase/conversazione nel repertorio appropriato e capire quanto essa influisce sulla narrazione.

L'analisi del testo inizia con la separazione del testo in unità più piccole a seconda degli snodi argomentativi (Tuchi, 2009).
Es: Se bisogna analizzare la frase "Ho freddo, forse ho la febbre", si separerà "Ho freddo" e "Forse ho la febbre" perché la prima è una dichiarazione di come la persona si sente e la seconda una supposizione sulle cause della malattia.


Quando la separazione è fatta, l'analisi continua con la denominazione dei repertori discorsivi. Negli studi di Turchi (2007; 2009; 2009; 2009; 2016; 2016) sono stati classificati tutti i testi disponibili per collocare ogni modo di parlare in un repertorio dialogico. La classificazione va oltre l'appartenenza a quelle che le società chiamano lingue (Garcia & Wei, 2014) e raggruppa i modi di parlare a seconda delle proprietà processuali dei repertori. Le proprietà processuali sono tutte le caratteristiche che un repertorio ha; esse esprimono come riconoscere il repertorio discorsivo e quale sia il suo impatto sulla narrazione. I repertori discorsivi con un impatto simile sulla narrazione appartengono alla stessa classe di repertori. Le tre classi di repertori con le rispettive proprietà processuali sono le seguenti e sono accompagnate da domande utili per riconoscerle.

Repertori generativi:

  • Condivisione: l'affermazione è riconosciuta allo stesso modo da tutti gli interlocutori, perché è oggettiva e non personale (questa affermazione è convalidata da qualche prova che tutti possono riconoscere?);
  • Variabilità: la narrazione permette di fare nuove narrazioni in conversazioni successive (Qualcuno può dire qualcosa di diverso a partire da questa affermazione?)
Es: "la bottiglia è caduta dal tavolo".

- Condivisione: tutti hanno visto la bottiglia cadere/sanno che le bottiglie cadono;
- Variabilità: dall'affermazione una persona può rispondere in molti modi diversi "Raccoglila... se nessuno la raccoglie, qualcuno potrebbe inciampare sulla bottiglia".

Repertori di mantenimento:
  • Non condivisibilità: l'affermazione si basa su convinzioni personali e non può essere condivisa dagli interlocutori (Questa affermazione è valida solo per chi parla perché si basa su convinzioni personali?)
  • Uniformità: la narrazione non permette una nuova narrazione, ma le conversazioni successive saranno fatte attraverso gli stessi repertori (Le seguenti narrazioni saranno le stesse delle prime?)
Es: "La bottiglia è troppo rotonda".

- Non condivisibilità: non esiste un parametro comune di "troppo o meno rotondo".
- Uniformità: dall'affermazione altre persone possono solo commentare ciò che è già stato detto nel modo in cui è stato detto "hai ragione... non credo, non è troppo rotondo".

Repertori ibridi:
  • Neutralità: l'affermazione potrebbe essere basata sia su concetti personali che condivisi e potrebbe consentire o meno nuove narrazioni (questa affermazione ha basi e implicazioni incerte?)
  • Dipendenza: se accompagnata da un'altra classe di repertori, l'enunciato prende le proprietà generative o di mantenimento (ha le implicazioni generative o di mantenimento solo perché si accompagna ad altri repertori?)
Es: "La bottiglia è più rotonda del bicchiere".

- Neutralità: il confronto potrebbe essere accompagnato da una misurazione scientifica e quindi essere generativo, ma anche da opinioni personali e mantenere la narrazione. Da questo si potrebbe ricavare o meno una nuova narrazione;
- Dipendenza: per prendere una posizione dovrebbe essere accompagnata da un'altra dichiarazione.

Per esprimere il grado di mantenimento o di generatività è stato istituito il peso dialogico. Esso è un numero che va da - 1 (massimo grado di mantenimento) a 1 (massimo grado di generatività) e ogni repertorio ha il suo proprio. Il peso dialogico è utile per capire lo sforzo da fare per spostare la narrazione da un repertorio di mantenimento ad un repertorio generativo: se il peso è più vicino a 0 che a -1, l'operazione sarà più facile.
Il peso dialogico di ogni repertorio e il modo di riconoscere ogni repertorio sarà spiegato in una nuova sezione sui repertori discorsivi. Questa darà strumenti concreti ad ogni educatore e persona per capire e iniziare ad usare i modi migliori per parlare e comunicare.
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REFERENCES 
Garcìa O., Wei L. (2014). Translanguaging: Language, Bilingualism and Education. Palgrave Pivot, New York
Turchi G.P., (2009). Dati senza numeri: per una metodologia dell’analisi dei dati informatizzati testuali MADIT. Monduzzi Editore, Bologna
Turchi G.P., (2016). Manuale critico di Psicologia Clinica. Prolegomeni allo studio della Psicologia Clinica per la Salute. Lezioni di e su la Psicologia Clinica per la Salute. EdiSES, Napoli
Turchi G.P., Vendramini A., (2016). De Rerum Salute. Teoria e prassi per un’architettura dei servizi generativa di salute. EdiSES, Napoli
Turchi G.P., Perno A., (2009). Modello medico e psicopatologia come interrogativo. UPSEL Domeneghini Editore, Padova
Turchi G.P., Della Torre C., (2007). Psicologia della salute. Dal modello bio-psico–sociale al modello dialogico. Armando Editore, Roma